Bentornata Pinacoteca! La Podesti riapre al pubblico. Lavori, allestimenti e progetti futuri nelle parole dell’assessore Marasca, Stefano Zuffi e Antonio Lucarini

Torna al suo pubblico la Pinacoteca Podesti. Da oggi può di nuovo essere visitata in tutta sicurezza, con un percorso ad hoc, la pinacoteca civica. A darle il bentornato il suratore Stefano Zuffi, l’assessore alla Cultura Paolo Marasca e il curatore della mostra di Bruno D’Arcevia, Antonio Lucarini.

“A fine anno – ha affermato l’assessore Marasca – avremo il completamento del cantiere e il termine dei lavori.Il chiostro monumentale tornerà ad essere ingresso principale da settembre, con book shop, biglietteria e sala conferenza modulabile.  Successivamente si interverrà anche sulla riorganizzazione dell’allestimento delle opere.  Il percorso espositivo del 2016 ha avuto un carattere provvisorio proprio per rispondere all’esigenza dell’effettuazione dei lavori portati avanti a stralci. Ancona capitale della cultura non è un progetto dimenticato andremo avanti portando a compimento alcune parti dello stesso, magari rimodulate”.

L’orario delle aperture è dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 19 e il venerdì dalle 10 alle 19. Ancora per pochi mesi, l’ingresso resta quello di Vicolo Foschi, mentre al termine dei lavori in corso tornerà ad essere su via Pizzecolli. Dalla riapertura, la Pinacoteca ospiterà anche la mostra temporanea sostenuta dalla Regione Marche, di Bruno D’Arcevia e curata da Antonio Luccarini con l’Associazione Marche Atipica di Castelplanio.

Anche la Pinacoteca, da disposizioni del DPCM, sarà chiusa nei weekend.

Il costo dei biglietti rimane il medesimo (€4,00 intero, € 3,00 ridotto), ma dal 10 al 19 febbraio incluso l’ingresso alla Pinacoteca sarà gratuito.

Resta chiuso il Museo della Città che, data la difficoltà di coinvolgere scolaresche, dedica questo difficile periodo ad un lavoro di restyling.

Le modalità di accesso

Come di consueto, gli ingressi saranno contingentati secondo quanto previsto dai piani di sicurezza socio-sanitaria specifici, e avverrà previa misurazione della temperatura corporea. I visitatori sono, inoltre, pregati di seguire alla lettera le indicazioni del personale, investito di una importante responsabilità. La prenotazione non è obbligatoria, ma è consigliata.

“Il sistema museale della città è in una fase di riorganizzazione e crescita – afferma l’assessore alla Cultura e Turismo, Paolo Marasca – . Si stanno ultimando lavori nelle sale, ed è stato varato un piano biennale di sviluppo. Nel frattempo, riapriamo con la gioia di far tornare alla luce i capolavori della Pinacoteca, che non è mai stata ferma grazie al lavoro appassionato e competente svolto dal team dei Musei Civici. La politica culturale non è solo apertura e chiusura di luoghi, infatti, ma studio, organizzazione, diffusione, tenacia, fiducia nel ruolo che arte e cultura hanno all’interno della comunità. L’invito a tutti è di avvicinarsi ai capolavori della Pinacoteca e alla bellissima mostra di Letizia Battaglia, per stare meglio subito, per stare meglio tutti.”

“Da un anno la pandemia ostacola i contatti, gli affetti, le relazioni – afferma Stefano Zuffi, storico dell’arte e curatore dei Musei Civici -. Le necessarie cautele hanno determinato norme dolorosamente restrittive, che hanno costretto tutti noi a cambiare abitudini: la possibilità di tornare a frequentare i musei è ora una bella occasione per riannodare un legame con il patrimonio artistico della città e ritrovare uno spazio indispensabile di sollievo e di bellezza. La Pinacoteca Civica apre con gioia le porte, invitando i visitatori a condividere la gioia di questo momento e anche le sue difficoltà: alle prescrizioni sanitarie si aggiunge infatti l’attuale cantiere di lavoro che interessa l’ingresso principale del museo e le sale vicine, aperte sul chiostro interno.

Per rispettare la sicurezza delle persone, abbiamo dunque studiato un percorso particolare, che si snoda a partire dall’accesso di Vicolo Foschi e risale attraverso gli ambienti storici di Palazzo Bosdari, ricchi di suggestione e di valori architettonici.

Poco dopo l’ingresso i visitatori incontrano un’opera fortemente identitaria, il celebre Giuramento degli Anconetani, capolavoro di Francesco Podesti, l’artista al quale il nome stesso del museo si lega. Prende poi avvio un viaggio a ritroso nel tempo: dalle forti proposte dell’arte contemporanea – cui si lega anche la presenza della mostra monografica di Bruno d’Arcevia, il dotatissimo pittore “citazionista” in dialogo con le collezioni permanenti – si risale progressivamente attraverso alcuni grandi protagonisti del Novecento, soprattutto grazie alle opere vincitrici dell’autorevole Premio Marche. I passaggi successivi toccano poi l’Ottocento, in cui primeggiano i dipinti i grandi disegni preparatori Francesco Podesti: ci avviciniamo al cuore della collezione, con i suoi storici capolavori e la memoria culturale della città. Prima di una spettacolare rassegna di ritratti, ecco, una di fronte all’altra, le due grandi, elegantissime pale d’altare di Guercino. Si raggiunge poi la sala dedicata al nervoso e singolarissimo manierista marchigiano Andrea Lilli, e da qui si entra nella spettacolare sala dedicata al Cinquecento veneto, dove il più grande tesoro del museo, la splendente Pala Gozzi di Tiziano, è accompagnata dalla “Pala dell’alabarda” di Lorenzo Lotto e dalla grande e tragica Crocifissione dello stesso Tiziano. La visita si chiude con un gioiello purissimo, la Madonna col Bambino di Carlo Crivelli: un capolavoro di nitida chiarezza, da osservare con calma in ogni dettaglio: ritrovando quell’orizzonte luminoso e sereno che ci restituisce fiducia nel presente e speranza nel domani. Bentornati!”

F. Podesti Ancona Info e prenotazioni 071 2225047 (negli orari di apertura) - museicivici.ancona@gmail.com oppure compilare il modulo: https://forms.gle/ES7ZsCJFBdiUUCdN9

Mostra “Letizia Battaglia.Storie di strada”

Prenotazioni: www.letiziabattagliamostra.it

Info: 339 3117845 – mostraletiziabattaglia@gmail.com

A breve sarà diffuso il programma di eventi, visite guidate e attività per famiglie per entrambe le strutture

Bruno d’Arcevia, la poetica del paradosso temporale” Pinacoteca Civica “Podesti” – Anconadal 10 febbraio 2021

Da Mercoledi 10 febbraio presso la Pinacoteca Civica di Ancona sarà possibile visitare la mostra “Bruno d’Arcevia, la poetica del paradosso temporale” curata da Antonio Luccarini e organizzata dal Comune di Ancona e dall’Associazione Culturale Marche Atipica con il sostegno della Regione Marche. La mostra è visitabile dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 19 e il venerdì dalle 10 alle 19. La mostra non sarà visitabile nel weekend, come disposto dall’ultimo DPCM. Un percorso espositivo di 36 opere che coprono il periodo dal 1973 al 2016, provenienti da collezionisti privati italiani e arricchito da una proiezione che documenta il grande affresco realizzato da Bruno d’Arcevia sul catino absidale della cattedrale di Noto in Sicilia, opera che ha catalizzato l’attenzione della stampa internazionale e l’interesse di personalità di spicco come il principe Alberto di Monaco.La Pinacoteca di Ancona ha tra i suoi compiti quello di raccontare alla Regione lo straordinario Novecento marchigiano – afferma l’Assessore alla cultura Paolo Marasca – e la mostra dedicata a Bruno D’Arcevia vuole suscitare ampie riflessioni intorno all’arte moderna figurativa e non, grazie alla più rilevante figura del movimento neo-manierista che è stato un episodio significativo dei numerosi movimenti sorti con grande impeto e consapevolezza dal ’68 in poi”. Scrive Antonio Luccarini citando dei passaggi del testo in catalogo:Più che una semplice esposizione questa di Bruno d’Arcevia qui in Pinacoteca è quasi un allestimento. Non c’è luogo più suggestivo per far dialogare le sue opere con quelle che hanno fatto bello, e che continuano a farli, il nostro territorio. Ora dobbiamo pensare che il protagonista dell’operazione pittoriche di Bruno d’Arcevia è il tempo. Come intellettuale militante l’artista riesce a dare una direzione forte alla sua azione che è impegnata, militante appunto. Viene da una terra che ha combattuto la resistenza. Era ventenne quando il mondo si incendiava ai furori e ai sogni del ’68, e da lui che era imbevuto di storia e di analisi storica era chiaro il riferimento al passato, ma il tema temporale che Bruno aveva in mente quando era giovano era sicuramente il futuro. Bruno però ha sempre mantenuto vigile l’occhio sulla realtà, ha capito che il centro della sua produzione non doveva essere la realtà così com’era nelle sue contraddizioni storiche col suo passato e le sue tracce, quello che doveva avvenire nella sua prassi pittorica era la stessa storia dell’arte, il passato dell’arte, non più la realtà ma la rappresentazione della realtà così come si era evoluta. E la storia dall’arte ha dei momenti fatali e forse la nuova maniera, quella del Bronzino e di altri, diventa il punto di partenza di questa soggettività che indaga e interpreta. Bruno d’Arcevia può essere preso come un nostalgico, un pittore passatista che rimpiange quello che è andato perduto, insegue il mito di una tradizione calpestata e offesa??  No, se c’è una nostalgia all’interno del suo percorso è la nostalgia della visione, di quando l’arte sapeva accendersi in funzione di un processo che era di conoscenza, di rivelazione, di purificazione spirituale: era arte pura, libera da ogni soggezione, da ogni moda, da ogni ismo, la nostalgia di quella pluralità di sensi, di significati, di operazioni recondite sotto la buccia pesante di una realtà opaca. Ecco tutto questo è Bruno. Il visitatore nelle varie collocazioni di questa bellissima Pinacoteca, avrà la possibilità di vedere il dialogo nei confronti del mare magnum del passato, percorso il lungo e in largo: è partito dalla Nuova Maniera ma poi in realtà è andato avanti, ha percorso tutte le tappe della storia dall’arte con tantissime citazioni. E’ come un regista che deve affrontare un nuovo allestimento dovendosi servire di pezzi del passato, non seguendo l’antico copione ma andando avanti, dimostrando che freccia del tempo non è unidirezionale, è un ostacolo superato, si va avanti e indietro, si prende e si guarda ovunque. Perché all’Arte è tutto permesso”.

Orari della mostra: Lunedi / Giovedì ore 16.00-19.00.
Venerdì ore 10.00-19.00 
Info e prenotazioni: Telefono 071 2225047 museicivici.ancona@gmail.com
oppure compilare il modulo:
https://forms.gle/ES7ZsCJFBdiUUCdN9